Autenticazione in due passaggi (Two Steps Verification)

2FA è l’acronimo per “Two Factors Authentication” ovvero autenticazione attraverso due fattori.
Siamo abituati normalmente ad accedere ai nostri servizi digitando un nome utente ed una password. Anche tenuto conto che l’utente utilizzi tutte le regole per la creazione delle password, ormai il semplice utilizzo di username e password risulta poco sicuro: i sistemi per “rubarle” stanno diventando sempre più efficienti. Molti dei servizi che utilizziamo normalmente (Google, iCloud, Dropbox e Twitter) permettono agli utenti di utilizzare un meccanismo di autenticazione basato su due fattori al posto della normale password.

Come funziona?
L’autenticazione in due fattori prevede due fattori (appunto) diversi per la verifica delle credenziali di accesso ad un servizio. Il primo fattore è la password dell’account, il secondo fattore è un codice generato ad ogni accesso ed inviato su un device precedentemente scelto dall’utente e giudicato sicuro.
Nella maggior parte dei casi, questo secondo codice, viene inviato via SMS su un numero di cellulare fornito in fase di sottoscrizione del servizio.
L’invio, però, può avvenire in modi diversi: via SMS, via Push Message oppure generando il codice attraverso un’applicazione. L’algoritmo di generazione di questo codice è descritto in “RFC6238 – TOTP: Time-Based One-Time Password Algorithm” http://tools.ietf.org/html/rfc6238

Quindi….?
Attivare la verifica in due passaggi aumenta incredibilmente la sicurezza dei nostri account e ci permette di sapere se qualcuno sta tentando di accedervi senza il nostro permesso (in questo caso ci vedremmo recapitare un messaggio con una password senza aver digitato la nostra password principale da nessuna parte).

Come attivarlo?
Il modo per attivarlo varia a seconda del servizio. Le istruzioni non sono sempre raggiungibili facilmente: personalmente ho attivato la verifica in due passaggi su Google, iCloud, Twitter, Dropbox e Facebook.
Ammetto che l’adozione cambia un po’ il modo di lavorare ma ci si fa velocemente l’abitudine e si viene ripagati sapendo che la nostra sicurezza aumenterà.

Yosemite: novità?

Apple hosts worldwide developers conferenceDurante la conferenza degli sviluppatori, Apple ha rilasciato Yosemite, la nuova versione di OS X. Le novità sono tante, in modo particolare nell’interfaccia grafica che è stata rivisitata. Restyle grafico a parte, sembra che la casa abbia voluto porre molto l’accento sull’ecosistema. Usando Mac OS X e iOS 8 l’utente si troverà in un ambiente completamente integrato nel quale sarà possibile iniziare una mail sul proprio iPad e finirla dal proprio Mac: la soluzione che Apple chiama ‘continuity

Aggiunto un servizio su iCloud del tutto simile a Dropbox per permettere all’utente di portare i proprio file su tutti i suoi device. L’integrazione di questo servizio con Apple Mail, permetterà di inviare allegati di grandi dimensioni, sostituendoli con un link: esattamente come avviene oggi per Dropbox.

Ok…. e le novità?

Sotto il profilo tecnico non sono tantissime. O meglio sono tante, ma sono tutte cose che abbiamo già visto in altre “salse”. Questa volta Apple ha integrato una serie di servizi già presenti, senza inventare nulla di nuovo. L’utente è sempre libero di crearsi un account su Dropbox, weTransfer e compagnia cantante e poi di usare i vari servizi in forma separata, oppure, può scegliere di usare i servizi di Apple integrati nei sistemi operativi e nei vari device.

Quello che secondo me è evidente è il cambio di atteggiamento dei signori di Cupertino che: da inventori della tecnologia, si stanno trasformando in integratori di tecnologia esistente.

La lotta è aperta!

Altra novità: Apple ha aperto un beta program per tutti gli utenti, anche quelli che non sono sviluppatori. Basta iscriversi qui: https://appleseed.apple.com/sp/betaprogram/

Per gli sviluppatori iscritti al Developer Program, la beta di Yosemite è già disponibile, anche se si è iscritti al Developer Program di iOS

Un’ (altra) alternativa a Mail di Apple

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Sempre nella ricerca di alternative a Mail (si lo so è quasi una fissazione, ma proprio il programma di posta elettronica di Apple non lo sopporto!) ho trovato AirMail: client snello e dalle prestazioni elevate.

L’interfaccia grafica è proprio bella, snella e senza troppi fronzoli. Ma tutte le funzionalità che servono non mancano. Il programma è giovane è alla versione 1.03 ma, per lungo tempo, è stato in Beta pubblica. Gli sviluppatori hanno avuto la possibilità di eseguire un test accurato e di raccogliere le idee dai vari utilizzatori sulle funzionalità da inserire.

Le funzioni che servono ci sono tutte: integrazione con Dropbox per l’invio degli allegati, supporto per ogni tipo di casella, integrazione avanzata con Gmail e iCloud…

Diciamo che, usandola, ci si convince che gli sviluppatori abbiano preso molta ispirazione da Sparrow.

E’ a pagamento, ma il prezzo è veramente contenuto: AirMail è disponibile sul Mac Store al costo di 1,79 Euro.