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	<description>pensieri vari sulla tecnologia</description>
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		<title>Cerco un alternativa a Mail di Apple</title>
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		<pubDate>Wed, 22 May 2013 14:53:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>corradoignoti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#160; Diciamolo, fra i software di casa Apple, Mail,non brilla particolarmente. A mio avviso è &#8220;pesante&#8221; e andrebbe fortemente rivisitato. Allora mi sono messo alla ricerca di qualche alternativa, ne ho provate 3. Thunderbird Penso non ci sia una grossa necessità di presentarlo. Bello in continua evoluzione e pieno di plugin. Di versione in versione ...<a class="post-readmore" href="http://www.corradoignoti.it/2013/05/22/cerco-un-alternativa-a-mail-di-apple/">read more</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.corradoignoti.it/wp-content/uploads/2013/05/email_logo1.jpg" rel="lightbox[1657]" title="Cerco un alternativa a Mail di Apple"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1707" alt="email_logo1" src="http://www.corradoignoti.it/wp-content/uploads/2013/05/email_logo1-258x300.jpg" width="258" height="300" /></a>Diciamolo, fra i software di casa Apple, Mail,non brilla particolarmente. A mio avviso è &#8220;pesante&#8221; e andrebbe fortemente rivisitato.<br />
Allora mi sono messo alla ricerca di qualche alternativa, ne ho provate 3.</p>
<p><strong>Thunderbird</strong><br />
Penso non ci sia una grossa necessità di presentarlo. Bello in continua evoluzione e pieno di plugin. Di versione in versione la stabilità aumenta e il gruppo di sviluppatori che lo supporta è alto. Ma ce l&#8217;hanno tutti e io voglio provare qualcosa di diverso!!</p>
<p><a title="Thunderbird Home Page" href="http://www.mozilla.org/it/thunderbird/" target="_blank">http://www.mozilla.org/it/thunderbird/</a></p>
<p><strong>Sparrow</strong><br />
Soluzione inizialmente indipendente e poi acquisita direttamente da Google. Si integra in maniera spettacolare con gmail, sfruttando fino in fondo il concetto di cloud.<br />
Graficamente pulito e leggero dal punto di vista delle richieste hardware, è proprio un bel prodotto.<br />
Disponibile in due versioni: gratuita (ma dovrete guardarvi un po&#8217; di pubblicità) e a pagamento ($ 9.90).<br />
Si integra con Dropbox per la gestione degli allegati: trascinando un file nel testo del messaggio viene inserito il link pubblico di dropbox e non il file.<br />
E&#8217; possibile gestire più caselle contemporaneamente.<br />
Ottima l&#8217;integrazione con il servizio icloud di Apple.<br />
Possibilità di vedere tutti i messaggi riuniti in una &#8216;unified inbox&#8217;, offre tutte le scorciatoie per mettere etichette ed archiviarli.</p>
<p><a href="http://www.sparrowmailapp.com/" target="_blank">http://www.sparrowmailapp.com/</a></p>
<p><strong>Inky</strong><br />
Concezione completamente diversa per Inky. Applicazione scritta in javascript e html5 installabile sul proprio PC come una normale applicazione. Il controllo della posta elettronica e la gestione viene fatta nel cloud.<br />
L&#8217;impatto è diverso, bisogna farci un po&#8217; l&#8217;abitudine.<br />
Buona la user experience. Ancora un po&#8217; instabile, ma assolutamente utilizzabile nella lavoro di tutti i giorni.<br />
Al momento è gratuito.</p>
<p><a href="http://inky.com/">http://inky.com/</a></p>
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		</item>
		<item>
		<title>Chiudono Google reader&#8230;. e adesso?</title>
		<link>http://www.corradoignoti.it/2013/05/15/chiudono-google-reader-e-adesso/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=chiudono-google-reader-e-adesso</link>
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		<pubDate>Wed, 15 May 2013 12:33:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>corradoignoti</dc:creator>
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		<category><![CDATA[alternative]]></category>
		<category><![CDATA[google reader]]></category>
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		<description><![CDATA[Si, chiudono Google Reader e non è una novità, ma adesso cosa usiamo? Io ho provato: Feedly  Dopo l&#8217;annuncio dell&#8217;eliminazione di Google Reader è stato tra i primi spazi a trarre vantaggio dall&#8217;esodo degli utenti: ha aggiunto in poco tempo 3 milioni di iscritti. Il funzionamento è del tutto simile a quello di Google Reader. ...<a class="post-readmore" href="http://www.corradoignoti.it/2013/05/15/chiudono-google-reader-e-adesso/">read more</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.corradoignoti.it/wp-content/uploads/2013/05/1_jpeg_940x0_q85.jpg" rel="lightbox[1637]" title="Chiudono Google reader.... e adesso?"><img alt="1_jpeg_940x0_q85" src="http://www.corradoignoti.it/wp-content/uploads/2013/05/1_jpeg_940x0_q85-300x124.jpg" width="300" height="124" /></a></p>
<p>Si, chiudono Google Reader e non è una novità, ma adesso cosa usiamo?</p>
<p>Io ho provato:</p>
<p><strong>Feedly </strong><br />
Dopo l&#8217;annuncio dell&#8217;eliminazione di Google Reader è stato tra i primi spazi a trarre vantaggio dall&#8217;esodo degli utenti: ha aggiunto in poco tempo 3 milioni di iscritti. Il funzionamento è del tutto simile a quello di Google Reader. Bella l&#8217;interfaccia grafica, permette di importare la lista dei feed direttamente da Google. Sono disponibili le apps per mobile e i plugin per i browser quali Firefox e Chrome.<br />
<a href="http://www.feedly.com" target="_blank">http://www.feedly.com</a></p>
<p><strong>Flipboard</strong><br />
Permette di creare un proprio giornale personalizzato con i feed provenienti dai vari siti che seguiamo.<br />
Ha un&#8217;ampia integrazione con i social media.<br />
Non esiste la versione web è consultabile solo da iOS e da Android.<br />
Non mi è piaciuto troppo.<br />
<a title="Flipboard homepage" href="http://flipboard.com/" target="_blank">flipboard.com</a></p>
<p><strong>The Old Reader</strong><br />
Cosa dire?<br />
Totalmente uguale a Google Reader (nella versione precedente).<br />
Funziona proprio bene. Basta esportare la lista dei feed da Google reader ed importarla in Old Reader.<br />
Non ha applicativi su mobile ma la sua visualizzazione dagli schermi dei tablet/smartphone è sufficientemente curata da poterne permettere un uso normale.<br />
<a title="The old Reader WebSite" href="http://theoldreader.com/" target="_blank">theoldreader.com</a></p>
<p><strong>Pulse</strong><br />
Simile a Flipboard&#8230;. bello graficamente ma scomodo!<br />
<a title="Pulse me website" href="https://www.pulse.me/" target="_blank">www.pulse.me</a></p>
<p><a href="http://www.corradoignoti.it/wp-content/uploads/2013/05/1_jpeg_940x0_q85.jpg"> </a></p>
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		<title>Come si identifica chi diffama via web?</title>
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		<pubDate>Mon, 06 May 2013 18:16:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>corradoignoti</dc:creator>
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		<category><![CDATA[diffamazione]]></category>
		<category><![CDATA[ISP]]></category>
		<category><![CDATA[legge italiana]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza]]></category>
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		<description><![CDATA[Si sta parlando tanto di diffamazione via web: ma quando qualcuno fa il cattivo si riesce a capire come si chiama? La risposta è sì! Per quanto anonimi vogliamo essere sulla rete, per pubblicare qualche genere di contenuto in qualche modo ci dobbiamo far riconoscere: se registriamo un nostro dominio diamo i nostri dati e ...<a class="post-readmore" href="http://www.corradoignoti.it/2013/05/06/come-si-identifica-chi-diffama-via-web/">read more</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Si sta parlando tanto di diffamazione via web: ma quando qualcuno fa il cattivo si riesce a capire come si chiama?</p>
<p>La risposta è sì!</p>
<p>Per quanto anonimi vogliamo essere sulla rete, per pubblicare qualche genere di contenuto in qualche modo ci dobbiamo far riconoscere: se registriamo un nostro dominio diamo i nostri dati e comunque utilizziamo una carta di credito per pagare, se pubblichiamo qualche commento su qualche blog ci dobbiamo registrare o lasciare un indirizzo di posta elettronica. Ma la cosa più importante è che per connetterci ad internet passiamo da un <a title="Definizione di ISP su Wikipedia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Internet_Service_Provider" target="_blank">ISP</a>. Per stipulare il contratto con questa azienda abbiamo dovuto dare i nostri dati e farci fare una copia di un nostro documento di identità.</p>
<p>Fra gli obblighi deli ISP c&#8217;è quello di tenere traccia della navigazione dei propri clienti&#8230; attenzione non sto dicendo che gli ISP sanno tutto quello che scrivete o fate in rete <del>ma sanno quali siti visitate e l&#8217;orario in cui lo fate</del>. Ogni volta che vi connettete sanno con quale IP navigate sulla rete.</p>
<p>Poniamo il caso che a questo post facciate un commento poco edificante che io giudico diffamante. Cosa faccio? Semplice vado dalla Polizia Postale e faccio una denuncia (fermi&#8230;. il primo che pensa &#8216;contro ignoti&#8217; lo meno!! <img src='http://www.corradoignoti.it/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':-D' class='wp-smiley' />  ). La Polizia Postale mi chiederà ora e data nel quale il commento è stato pubblicato. Insieme a queste informazioni dovremo fornire l&#8217;<a title="Definizione di IP su Wikipedia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Indirizzo_IP" target="_blank">IP</a> dal quale il commento è stato pubblicato. Ottenere l&#8217;IP è abbastanza semplice, lo si può fare anche senza accedere ai log del server web: software come <a title="Homepage della versione italiana di WordPress" href="http://it.wordpress.org/" target="_blank">wordpress</a> registrano e visualizzano in automatico l&#8217;IP di chi commenta sul sito.</p>
<p>A questo punto la partita si gioca fra la postale e il service provider che ha dato connessione al presunto diffamatore.</p>
<p>La Polizia Postale chiederà all&#8217;ISP il nome e il cognome della persona che, all&#8217;ora e alla data indicata aveva quell&#8217;indirizzo IP e&#8230;. il gioco è fatto.</p>
<p><a href="http://www.corradoignoti.it/wp-content/uploads/2013/05/faqs.jpg" rel="lightbox[1643]" title="Come si identifica chi diffama via web?"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1662" alt="faqs" src="http://www.corradoignoti.it/wp-content/uploads/2013/05/faqs-300x200.jpg" width="300" height="200" /></a></p>
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		<item>
		<title>Password Manager</title>
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		<pubDate>Fri, 03 May 2013 13:05:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>corradoignoti</dc:creator>
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		<category><![CDATA[password]]></category>
		<category><![CDATA[password manager]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza]]></category>

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		<description><![CDATA[Un post un po&#8217; tecnico e un po&#8217; divulgativo sui Password Manager. Una delle caratteristiche delle password è che devono essere difficili da ricordare e che dobbiamo scegliere una password diversa per ogni servizio che usiamo su internet, visto il numero di account che dobbiamo gestire è necessario trovare un sistema per scrivere le password ...<a class="post-readmore" href="http://www.corradoignoti.it/2013/05/03/password-manager/">read more</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Un post un po&#8217; tecnico e un po&#8217; divulgativo sui Password Manager.</p>
<p>Una delle caratteristiche delle password è che devono essere difficili da ricordare e che dobbiamo scegliere una password diversa per ogni servizio che usiamo su internet, visto il numero di account che dobbiamo gestire è necessario trovare un sistema per scrivere le password in modo sicuro.</p>
<p>Il vecchio foglietto nascosto nell&#8217;agenda non funziona più, serve qualcosa di mediamente più tecnologico! Tipo&#8230;. un password manager, appunto.</p>
<p>Cosa fa un oggetto di questo tipo? Prende le credenziali dei nostri sistemi le mette in un file (XML) e cifra il file con una password. Se il software è progettato con due dita di testa, l&#8217;algoritmo utilizzato per la cifratura sarà tale da non permettere di decodificare il file se non si è a conoscenza della password utilizzata per cifrarlo.</p>
<p>Tra i tanti che ci sono a disposizione sulla rete io ne ho provati due:</p>
<ul>
<li><a title="Keepass home" href="http://keepass.info/index.html" target="_blank"><span style="line-height: 12.997159004211426px;">keepass</span></a></li>
<li><a title="1password website" href="https://agilebits.com/onepassword" target="_blank">1password</a></li>
</ul>
<p>Quali caratteristiche deve avere un password manager per me?</p>
<ul>
<li><span style="line-height: 12.997159004211426px;">deve essere portabile: ovvero deve funzionare su più piattaforme (mobile compresa)</span></li>
<li>integrabile con i vari software che utilizziamo per navigare</li>
</ul>
<p><strong>Keepass</strong> è un software opensource. Esiste per tutte le piattaforme (MacOSX, Windows, Linux). Ce ne sono due versioni la 1.x (portato su MacOSX come <a title="KeepassX website" href="http://www.keepassx.org/" target="_blank">KeepassX</a>)<strong> </strong>e la 2.x, scritta utilizzando .Net.</p>
<p>Ho usato per un po&#8217; di tempo la 1.x, la versione 2 su Mac non mi piaceva troppo.</p>
<p>Pregi:</p>
<ul>
<li><span style="line-height: 12.997159004211426px;">è opensource</span></li>
<li>funziona su tutte le piattaforme che uso (Windows, Linux, Mac)</li>
<li>visto che l&#8217;architettura è aperta ci sono programmi per iOS e Android che permettono di leggere il file cifrato di keepass anche dal telefonino.</li>
</ul>
<p>Difetti:</p>
<ul>
<li><span style="line-height: 12.997159004211426px;">non è integrato con Dropbox. E&#8217; possibile mettere il file delle password in condivisione ma devi farlo a mano e non sempre è una passeggiata farlo</span></li>
<li>non è integrato con il sistema operativo</li>
</ul>
<p><strong>1Password </strong>software a pagamento ben sviluppato: è il password manager che attualmente utilizzo.</p>
<p>Pregi:</p>
<ul>
<li><span style="line-height: 12.997159004211426px;">lo sviluppo è continuativo e i miglioramenti per le varie piattaforme si fanno sentire ad ogni nuovo rilascio</span></li>
<li>funziona su tutte le piattaforme che uso</li>
<li>ci sono le versioni mobile le maggiori piattaforme</li>
<li>si integra nativamente con Dropbox</li>
</ul>
<p>Difetti:</p>
<ul>
<li><span style="line-height: 12.997159004211426px;">&#8220;costicchia&#8221;</span></li>
</ul>
<p>Consigli:</p>
<ul>
<li><span style="line-height: 12.997159004211426px;">adottare un password manager <img src='http://www.corradoignoti.it/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':-D' class='wp-smiley' /> </span></li>
<li>utilizzarlo come generatore di password complicate</li>
<li>cercane uno che sia integrato con i nostri strumenti di navigazione/lavoro in modo da non dover digitare serie assurde di caratteri</li>
<li>installare il software anche sullo smartphone</li>
<li>fare un backup giornaliero del file delle password</li>
</ul>
<p>Perché preferisco 1Password a Keepass? Sostanzialmente per il fatto che 1Password è totalmente integrato con i sistemi operativi e i browser che uso tutti i giorni. Adesso quando creo un nuovo account faccio generare la password in automatico a 1Password e memorizzo direttamente le credenziali nel password manager. Quando devo fare login lo faccio fare direttamente al plug-in di 1Password.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.corradoignoti.it/wp-content/uploads/2013/05/login-username-password.jpg" rel="lightbox[1621]" title="Password Manager"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1665" alt="login-username-password" src="http://www.corradoignoti.it/wp-content/uploads/2013/05/login-username-password-300x175.jpg" width="300" height="175" /></a></p>
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		</item>
		<item>
		<title>Boston, storia di un uso sbagliato della rete</title>
		<link>http://www.corradoignoti.it/2013/04/16/boston-storia-di-un-uso-sbagliato-della-rete/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=boston-storia-di-un-uso-sbagliato-della-rete</link>
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		<pubDate>Tue, 16 Apr 2013 06:43:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>corradoignoti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Misc]]></category>

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		<description><![CDATA[Non è questo il blog corretto per parlare dell&#8217;attentato di Boston, di parole se ne sono già &#8220;sprecate&#8221; troppe. Quelle di condanna, però, non saranno mai a sufficienza. Ma la mia riflessione, invece, è sull&#8217;uso della rete: anche in questo caso il dualismo delle persone esce e si fa sentire prepotentemente. Da una parte i ...<a class="post-readmore" href="http://www.corradoignoti.it/2013/04/16/boston-storia-di-un-uso-sbagliato-della-rete/">read more</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Non è questo il blog corretto per parlare dell&#8217;attentato di Boston, di parole se ne sono già &#8220;sprecate&#8221; troppe. Quelle di condanna, però, non saranno mai a sufficienza.</p>
<p>Ma la mia riflessione, invece, è sull&#8217;uso della rete: anche in questo caso il dualismo delle persone esce e si fa sentire prepotentemente. Da una parte i post di informazione, quelli che vogliono informare chi, come me, magari da un tweet, si accorgono che è successo &#8220;qualcosa di grosso a Boston&#8221;. Dall&#8217;altro chi, come uno sciacallo della rete, usa fatti come questi solo per diffondere immagini di corpi straziati, malware o per farsi pubblicità.</p>
<p>E ancora una volta ti accorgi di come internet non sia null&#8217;altro che lo specchio della vita di tutti i giorni in cui buoni e cattivi sono li a sfruttare gli avvenimenti del mondo, amplificati e accelerati da internet, per i loro interessi.</p>
<p>Francamente penso che adesso sia il momento di spegnere i riflettori e aspettare che i servizi americani trovino il colpevole.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.corradoignoti.it/wp-content/uploads/2013/04/APTOPIX_Boston_Marathon_02d9c.jpg" rel="lightbox[1628]" title="Boston, storia di un uso sbagliato della rete"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1672" alt="APTOPIX_Boston_Marathon_02d9c" src="http://www.corradoignoti.it/wp-content/uploads/2013/04/APTOPIX_Boston_Marathon_02d9c-232x300.jpg" width="232" height="300" /></a></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Skype Resolver</title>
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		<pubDate>Wed, 27 Mar 2013 15:59:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>corradoignoti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Misc]]></category>

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		<description><![CDATA[Lo sapevate che usando Skype il vostro IP può essere facilmente trovato? &#8230;e quindi? Bah come al solito l&#8217;informazione, di per sé, non è interessante, ma qualche risvolto la cosa può averla. Ad esempio? Conoscendo gli l&#8217;IP pubblico con il quale un client si connette alla rete posso mettere il client sotto controllo e, lo ...<a class="post-readmore" href="http://www.corradoignoti.it/2013/03/27/skype-resolver/">read more</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Lo sapevate che usando Skype il vostro IP può essere facilmente trovato?</p>
<p>&#8230;e quindi?</p>
<p>Bah come al solito l&#8217;informazione, di per sé, non è interessante, ma qualche risvolto la cosa può averla. Ad esempio?</p>
<p>Conoscendo gli l&#8217;IP pubblico con il quale un client si connette alla rete posso mettere il client sotto controllo e, lo sappiamo tutti, non è detto che le precauzioni prese dall&#8217;utilizzatore siano adeguate.</p>
<p>Come faccio a trovare gli IP di un client Skype? Usando uno Skype Resolver.</p>
<p>Dove li trovo? Fate una ricerca su Google.</p>
<p>Come faccio ad evitare che identifichino il mio IP? Non usando Skype. Microsoft è a conoscenza del problema ma non ha ancora detto se e quando rilascerà la patch.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.corradoignoti.it/wp-content/uploads/2013/03/logo.png" rel="lightbox[1619]" title="Skype Resolver"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1670" alt="logo" src="http://www.corradoignoti.it/wp-content/uploads/2013/03/logo-300x220.png" width="300" height="220" /></a></p>
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		<title>La sicurezza della password</title>
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		<pubDate>Sun, 17 Mar 2013 11:48:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>corradoignoti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Misc]]></category>

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		<description><![CDATA[Sembra proprio che non ce la si faccia, che le password siano lo strumento principale per la protezione dei nostri dati non ci entra in testa, prova ne è il fatto che le password sono sempre l&#8217;anello debole della catena. Qualche regola sulle password, le conosciamo tutte ma ripeterle non fa male: la password deve ...<a class="post-readmore" href="http://www.corradoignoti.it/2013/03/17/la-sicurezza-della-password/">read more</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Sembra proprio che non ce la si faccia, che le password siano lo strumento principale per la protezione dei nostri dati non ci entra in testa, prova ne è il fatto che le password sono sempre l&#8217;anello debole della catena.</p>
<p>Qualche regola sulle password, le conosciamo tutte ma ripeterle non fa male:</p>
<ul>
<li>la password deve essere più lunga di 8 caratteri</li>
<li>deve contenere lettere maiuscole e minuscole, segni di interpunzione e numeri</li>
<li>non deve essere costruita utilizzando una logica facilmente individuabile, meglio se è poco mnemonica</li>
<li>non usate informazioni scontate  (nome del cane, targa della macchina, nome della moglie/fidanzata non sono password sicure).</li>
<li>deve essere sostituita frequentemente</li>
<li>dobbiamo usare password diverse per servizi diversi (la password di facebook non può essere uguale a quella della propria casella di posta elettronica)</li>
<li><strong>deve essere tenuta segreta!</strong></li>
</ul>
<p>Ed ecco la parte &#8220;strana&#8221; dei consigli ovvero:</p>
<ul>
<li><span style="line-height: 13px;">non rispondete con risposte reali alle domande di sicurezza per il recupero della password: inventatevi una risposta e scrivetevela da qualche parte</span></li>
<li>scrivete, in modo sicuro, le vostre password. Seguendo le regole che ci siamo detti per la creazione delle password, è impossibile ricordarsi tutte le password.</li>
</ul>
<p>Il modo più sicuro per scriversi una password e tenerla al sicuro è quello di utilizzare un password manager. Ce ne sono a centinaia su internet. Il principio di funzionamento è simile per tutti: scrivere le password (e spesso addirittura generarle) e le informazioni relative ai nostri account in un file, che poi viene cifrato con una password scelta dall&#8217;utente.</p>
<p>Il risultato? Voi vi dovete ricordare solo la password che decifra il file del password manager. Il password manager memorizzerà per voi le password in maniera sicura. A questo punto potete scrivervi tutto quello che vi serve per accedere ai vostri servizi, anche le riposte &#8220;fantasiose&#8221; date alle domande per il recupero delle password che i vari servizi mettono a disposizione.</p>
<p>Ultimo ma non ultimo: i password manager esistono per tutte le piattaforme, compresi gli smartphone. Posso salvare le password durante la navigazione fatta da PC, mettere il file del password manager su Dropbox e poi accedervi dal cellulare quando sono in giro e non navigo dal mio PC di casa.</p>
<p>La sicurezza dell&#8217;avere il proprio file delle password su Dropbox? Dipende ancora una volta dalla password che uso per proteggere il mio account di Dropbox e da quella usata per proteggere l&#8217;accesso al password manager.</p>
<p><a href="http://www.corradoignoti.it/wp-content/uploads/2013/03/2012-07-21-20.37.46-2.jpg" rel="lightbox[1609]" title="La sicurezza della password"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1676" alt="2012-07-21 20.37.46-2" src="http://www.corradoignoti.it/wp-content/uploads/2013/03/2012-07-21-20.37.46-2-300x283.jpg" width="300" height="283" /></a></p>
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		<title>Ebook&#8230;. è solo una questione economica?</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Jan 2013 08:16:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>corradoignoti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Misc]]></category>

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		<description><![CDATA[Sembra che uno dei problemi che blocca la diffusione degli ebook in Italia, sia legato ad una questione di costi. Negli altri Paesi, infatti, l&#8217;equivalente dell&#8217;IVA sull&#8217;acquisto di libri in formato digitale è pari al 4% mentre in Italia è pari al 21%. Gli ebook sono paragonati al software e non ai libri cartacei. Per ...<a class="post-readmore" href="http://www.corradoignoti.it/2013/01/16/ebook-e-solo-una-questione-economica/">read more</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Sembra che uno dei problemi che blocca la diffusione degli ebook in Italia, sia legato ad una questione di costi.</p>
<p>Negli altri Paesi, infatti, l&#8217;equivalente dell&#8217;IVA sull&#8217;acquisto di libri in formato digitale è pari al 4% mentre in Italia è pari al 21%. Gli ebook sono paragonati al software e non ai libri cartacei. Per questo motivo il costo di un libro in formato digitale, spesso, non differisce di molto rispetto allo stesso libro stampato.</p>
<p>Molti utenti hanno, quindi, affermato di preferire il libro cartaceo a quello elettronico vista la differenza di costi trascurabile.</p>
<p>Ma passare all&#8217;uso degli ebook è solo una questione di costi?<br />
Sicuramente la leva economica è un fattore fondamentale, ma non deve essere l&#8217;unica. Passare all&#8217;ebook è un fattore ambientale: utilizziamo meno carta e non abbiamo problemi di reciclo o di dispersione del materiale nell&#8217;ambiente.<br />
Provate a dare un&#8217;occhiata alla vostra libreria: quanto posto occupa? Quanti dei libri che ci sono li dento avete letto più di una volta?</p>
<p>Provate a dare un&#8217;occhiata al vostro ebook reader: quanti libri ci stanno li dentro, quanto spazio occupa?</p>
<p>E non raccontiamoci la storia del profumo della carta e del piacere di avere un libro fra le mani: quello che conta è il contenuto del libro, è il poterlo fruire dove e quando voglio, il supporto è solo un dettaglio.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.corradoignoti.it/wp-content/uploads/2013/01/2012-04-13-08.55.43.jpg" rel="lightbox[1595]" title="Ebook.... è solo una questione economica?"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1679" alt="2012-04-13 08.55.43" src="http://www.corradoignoti.it/wp-content/uploads/2013/01/2012-04-13-08.55.43-300x224.jpg" width="300" height="224" /></a></p>
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		<title>Lettori di ebook: idee sparse</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Nov 2012 16:20:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>corradoignoti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Misc]]></category>

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		<description><![CDATA[Sono l&#8217;oggetto tecnologico del momento, grazie alla mossa commerciale di Amazon, che le vende a poco più di 70 Euro, il lettore di ebook è a disposizione del grande pubblico. Come dice il titolo qualche idea sparsa sull&#8217;argomento. Acquisti Iniziamo col dire che: con i lettori di ebook non si acquista più un libro, ma ...<a class="post-readmore" href="http://www.corradoignoti.it/2012/11/14/lettori-di-ebook-idee/">read more</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img src="https://lh6.googleusercontent.com/-4ww0Bfz9DX0/UKPBcI7OG0I/AAAAAAAABWE/kH-MtXABg6w/s288/2012-04-13%252008.55.43.jpg" style="margin: 10px;" align="left"><br />
Sono l&#8217;oggetto tecnologico del momento, grazie alla mossa commerciale di Amazon, che le vende a poco più di 70 Euro, il lettore di ebook è a disposizione del grande pubblico.</p>
<p>Come dice il titolo qualche idea sparsa sull&#8217;argomento.</p>
<p><strong>Acquisti</strong><br />
Iniziamo col dire che: con i lettori di ebook non si acquista più un libro, ma si acquisto il diritto a leggerlo. Il file che contiene il libro può essere scaricato e letto quante volte si vuole. A seconda delle tecnologia utilizzata da chi l&#8217;ha messo a disposizione è possibile salvarlo su altri supporti per farne un backup personale, o prestarlo ad altre persone. Se la piattaforma che utilizziamo supporta l&#8217;uso dei DRM (Digital Rights Management) il produttore può revocarci la possibilità di leggere il libro.</p>
<p><strong>Formato dei libri</strong><br />
Ne esistono a bizzeffe. I più comuni sono 3:<br />
.mobi => è quello creato da Amazon, supporta l&#8217;uso dei DRM<br />
.ePub => è il formato più vecchio e più diffuso. In alcuni casi può supportare l&#8217;uso dei DRM<br />
.pdf => Adobe per prima ha tentato di entrare in maniera pesante nel mondo degli ebook, imponendo il suo standard. Operazione, però, non del tutto riuscita.</p>
<p><strong>Lettori</strong><br />
Ne esistono veramente tanti e con diverse caratteristiche. Si va dai semplici software che possono essere installati su PC/Tablet/Smartphone fino a vari pezzi hardware (come il Kindle o il Nook).<br />
L&#8217;idea che sta(va) alla base degli e-reader era quella di creare un dispositivo che potesse rimpiazzare in toto la carta. Partendo da questo principio è nata la necessità di studiare un sistema di visualizzazione del testo che non affaticasse gli occhi di chi leggeva, superando, quindi, un grosso limite del monitor a cristalli liquidi. Per questo da qualche anno è stata adottata la tecnologia degli e-ink: un display non retro illuminato che ha le stesse caratteristiche della carta. Può essere letto in piena luce e ha bisogno di essere illuminato con una lampada nel caso fossimo al buio. L&#8217;occhio non deve guardare una sorgente luminosa e si affatica di meno durante la lettura. Esistono due varianti principali di questa tecnologia: la classica che ha uno schermo grigio con un definizione medio-alta del carattere e, quella più nuova commercializzata per prima da Amazon: paperwhite. Ancora più simile alla carta (anche nel colore), connotata da una maggiore definizione del carattere e da un&#8217;alta velocità di aggiornamento del display, quando si cambia la pagina del libro che si sta leggendo.<br />
La famiglia dei Kindle di Amazon si è allargata con una serie dispositivi Android con display LCD che oltre ad avere installato il software per la lettura dei libri (si, con tutti i limiti che derivano dal leggere su LCD!!), hanno installato un software che permette di scaricare film e musica dallo store Amazon.</p>
<p><strong>Costi</strong><br />
Variano molto a seconda del produttore e della tecnologia. La famiglia Kindle è la più economica. La versione base del Kindle Paperwhite ha un costo di 75 Euro. Amazon ha recentemente dichiarato che il proprio modello di business si basa sulla vendita dei contenuti, mentre l&#8217;hardware viene venduto sottocosto.<br />
Se si decide di non acquistare un Kindle, un lettore ha un costo che va dai 90 Euro in su.</p>
<p><strong>Sistema di acquisto e scarico dei libri</strong><br />
I libri possono essere acquistati online. Il sistema dello store di Kindle è pensato in modo che il libro possa essere comprato sia da PC o direttamente dal device e scaricato in tempo reale sul dispositivo.<br />
Per gli altri dispositivi, l&#8217;acquisto e il caricamento dei libri è un po&#8217; più complesso. Spesso si deve acquistare il libro sul proprio PC/Mac e poi collegare il lettore di ebook al computer e scaricarvi i file dei libri appena acquistati.<br />
Molto interessante è l&#8217;operazione portata avanti dalla Mondadori che ha chiuso un accordo con il produttore del dispositivo Kobo e ha creato un circuito molto simile a quello del Kindle basato su prodotti editoriali della casa editrice stessa. Se siete curiosi, visitate il portale <a href="http://www.inmondadori.it/" title="Vai a http://www.inmondadori.it/" target="_blank">in-mondadori</a>. Kobo è un buon prodotto che sta ottenendo dei buoni risultati di vendita.</p>
<p><strong>In fine&#8230;.</strong><br />
Kindle tecnicamente è un buon prodotto paragonabile a molti altri in commercio. La sua peculiarità sta nel fatto che attorno a questo dispositivo è stato creato un ecosistema molto esteso.<br />
Personalmente non condivido la scelta dell&#8217;acquisto dei Kindle fire: sono tablet Android chiusi, pensati per distribuire solo contenuti di Amazon e che, inoltre, non hanno nemmeno il vantaggio di avere lo schermo e-ink.<br />
Siamo solo agli inizi e la strada è tracciata ma ancora lunga, il mercato degli e-reader si sta aprendo sempre di più, non rimane che restare a guardare&#8230;.</p>
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		<title>Dati pubblici: gli opendata</title>
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		<pubDate>Sun, 28 Oct 2012 14:36:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>corradoignoti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Devel]]></category>
		<category><![CDATA[Opensource]]></category>

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		<description><![CDATA[Date un po&#8217; di dati ad un informatico e lo fare felice&#8230; Almeno questo è quello che succede a me. Avere una base di dati a disposizione mi fa subito pensare a come poterla usare e quale app(licazione) ci si può costruire sopra. E questo &#8220;sfregolo&#8221; compulsivo da pressione di tasti mi è venuto quando ...<a class="post-readmore" href="http://www.corradoignoti.it/2012/10/28/dati-pubblici-gli-opendata/">read more</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Date un po&#8217; di dati ad un informatico e lo fare felice&#8230; Almeno questo è quello che succede a me. Avere una base di dati a disposizione mi fa subito pensare a come poterla usare e quale app(licazione) ci si può costruire sopra. </p>
<p>E questo &#8220;sfregolo&#8221; compulsivo da pressione di tasti mi è venuto quando sono venuto a conoscenza del progetto di Regione Lombardia sugli opendata che, lo ammetto, mi ha stuzzicato non poco la fantasia.</p>
<p>La pubblica amministrazione produce, raccoglie, elabora e diffonde una grande quantità di informazioni: gran parte dei documenti citati nei giornali, la gestione del territorio e dell&#8217;ambiente, molti rapporti tra privati e molte attività economiche si basano su informazioni elaborate dalle PA. C&#8217;è una quantità incredibile di dati pronta ad essere utilizzata di cui non si conosce l&#8217;esistenza.</p>
<p>Il progetto di Regione Lombardia parte proprio da questo presupposto: rendere disponibili in maniera facile ed immediata dati che, dopo una serie di verifiche, possono essere diffusi dalla Pubblica Amministrazione in un&#8217;ottica di riuso, secondo quando previsto dalle vigenti leggi (D. Lgs. 36/06 fra tutti).</p>
<p>Prima che un fatto tecnico, è un fatto di trasparenza e di risparmio. Poter riutilizzare per altri scopi, dati raccolti dalla PA (e quindi con denaro pubblico) è un vantaggio per tutti.</p>
<p>I problemi legati all&#8217;acquisizione di dati sono molti, fra i quali un ruolo importante è ricoperto dalla facilità di reperimento degli stessi e dalla possibilità di trattarli in maniera semplice.</p>
<p>Si, perché se anche un dato esiste in qualche archivio al quale è impossibile avere accesso, l&#8217;utilità dello stesso è nulla (considerazione ovvia ma da farsi).</p>
<p>Prendendo, probabilmente, spunto da queste e da altre considerazioni è nato il progetto degli opendata. Archivi di dati pubblici facilmente accessibili anche mediante protocolli SOAP/XML/JSON e in alcuni casi scaricabili nei formati XLS, CSV.</p>
<p>Nel caso di Regione Lombardia, il portale per l&#8217;accesso ai dati, si raggiunge attraverso l&#8217;indirizzo htts://dati.lombardia.it.<br />
Sul portale è possibile trovare tutta la documentazione necessaria, la licenza con la quale i dati vengono distribuiti e le procedure/chiamate da fare per ottenerli nei vari formati.</p>
<p>Volete la lista dei luoghi dove è possibile pagare il bollo auto in lombardia? Eccola in formato JSON 	<a href="https://dati.lombardia.it/api/views/yg2u-75d9/rows.json">https://dati.lombardia.it/api/views/yg2u-75d9/rows.json</a></p>
<p>Il portale è stato realizzato attraverso l&#8217;uso della tecnologia di <a href="http://www.socrata.com" target="_blank">Socrata</a>, azienda di Seattle specializzata nella pubblicazione di dati pubblici.</p>
<p>La licenza di distribuzione è la IOL: Italian Open Data License, creata appositamente per questo scopo. E&#8217; possibile vederne i termini qui <a href="http://www.dati.gov.it/iodl/2.0/">http://www.dati.gov.it/iodl/2.0/</a></p>
<p>Per incentivare l&#8217;uso dei dati pubblici è stato bandito un concorso: &#8220;OpenApp Lombardia&#8221; dedicato ai maggiorenni under 35 che desiderano mettersi in gioco realizzando web app o app per dispositivi mobili utilizzando i dati aperti. Le premesse sono ottime: la fase sperimentale del concorso si è conclusa recentemente e sono state ammesse 111 applicazioni.</p>
<p>Il caso della Regione Lombardia non è isolato. Gli opendata sono una realtà in continua espansione anche a livello nazionale: <a href="http://www.dati.gov.it">dati.gov.it</a> è il portale nazionale di accesso. Il numero di basi dati messe a disposizione è in aumento e l&#8217;attenzione verso il progetto è alta. Stiamo a vedere.</p>
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