Internet…. dei giocattoli

Ebbene sì, dopo l’internet delle persone e delle cose sta arrivando anche questa….. l’internet dei giocattoli.
Sì perché sempre più giochi sono connessi ad internet…. e qui nascono i problemi.
Essendo oggetti connessi ad internet possono essere utilizzati come fonti di attacco verso altri servizi internet o essere utilizzati dai produttori per raccogliere informazioni sulle famiglie degli utilizzatori oppure, ancora, essere vere e proprie spie nelle mani di malintenzionati.

La compagnia di giocattoli digitali Vtech con base ad Hong Kong è stata una delle prime ad essere colpita dall’ attacco di un hacker, che lo scorso anno è riuscito ad avere accesso alle informazioni personali come email, nomi, cognomi, foto, password, indirizzi di casa di quasi 5 milioni di genitori e di 200 mila bambini. Circa 190GB di foto sono state sottratte.

Ma non finisce qui: secondo alcuni reclami presentati presso la Federal Trade Commission degli USA e l’Unione Europea, alcuni giocattoli connessi ad internet lanciati da Genesis Toys e dal partner Nuance starebbero violando le leggi sulla privacy. Stando al reclamo, i giochi della Nuance registrerebbero le voci dei bambini per giocare con loro ma, contemporaneamente, tratterebbero informazioni anche senza il consenso dei genitori. Quelli della Genesis Toys, invece, potrebbero non aver bloccato l’accesso Bluetooth da parte dei dispositivi esterni ai giocattoli e questo permetterebbe a qualche utente smaliziato di connettersi ai giocattoli e di ascoltare tutte le conversazioni fatte in presenza del giocattolo.

Ma in un caso più recente, la bambola Cayla, sarebbe tacciata di essere “un apparato illegale di spionaggio”. La legge tedesca vieta di possedere, vendere o creare device che possono essere utilizzati per “spiare” se non possono essere chiaramente identificati come tali. Nel caso della bambola il problema risiede nel fatto che questa possa essere utilizzata per spiare il bambino ma abbia le sembianze di un giocattolo.

Ma la lista dei giocattoli connessi si allunga sempre di più.

Segnatevi la data…. il 7 febbraio è il “Safer Internet Day 2017”

Il Safer Internet Day (SID) è un evento annuale, organizzato da INSAFE e INHOPE con il supporto della Commissione Europea nel mese di febbraio, al fine di promuovere un uso più sicuro e responsabile del web e delle nuove tecnologie, in particolare tra i bambini e i giovani di tutto il mondo.

Be the change: unite for a better internet” è lo slogan scelto per l’edizione del 2017, ed è  finalizzato a far riflettere i ragazzi non solo sull’uso consapevole della Rete, ma sul ruolo attivo e responsabile di ciascuno nella realizzazione di internet come luogo positivo e sicuro.

L’Ora di Codice

L’Ora di Codice (hour of code) è una campagna di Code.org, organizzazione senza scopo di lucro che ha il fine di incoraggiare le persone, in particolare i giovani e giovanissimi studenti, ad avvicinarsi allo studio dell’informatica. Un progetto teso a dimostrare che la programmazione possa essere un’ attività divertente, della quale tutti, bambini compresi, possono imparare a conoscere le basi.
L’Ora del Codice consiste in una lezione di introduzione all’informatica della durata di un’ora, progettata per togliere il mistero che spesso avvolge la programmazione dei computer e per mostrare che l’informatica non è affatto difficile da capire, chiunque può impararne le basi.
Gli eventi possono essere sempre organizzati, ma la settimana che va dal 7 al 13 dicembre è la Settimana dedicata all’informatica e in questa si concentrano le iniziative di Hour of Code.
Alla base di tutti gli esercizi c’è Scratch il linguaggio di programmazione a blocchi inventato dal MIT.
La tecnologia è un bene troppo prezioso per tenerlo per noi stessi e non farlo conoscere alle nuove generazioni!
Interessati o semplicemente incuriositi? Su https://hourofcode.com/it tutte le informazioni.

BQ e la tecnologia a portata di tutti

Riteniamo che la conoscenza debba essere libera e che l’istruzione venga prima di tutto. Educhiamo alla tecnologia parlando in modo semplice e chiaro dei nostri prodotti

E’ una delle frasi che compare nella sezione “Chi Siamo” del sito della BQ (http://www.bq.com), azienda ch realizza smartphone, tablet, stampanti 3D e kit educativi per insegnare ai ragazzi la programmazione.

In Italia probabilmente l’azienda non è conosciutissima ma lo è decisamente in Spagna, paese di origine dell’azienda nel quale BQ è diventata il terzo produttore di smartphone.

BQ nasce nel 2010, quando un gruppo di 16 ingegneri decide di lanciarsi nel mondo dell’elettronica per progettare e produrre dispositivi: dopo 5 anni BQ conta più di 1.000 dipendenti. Una particolarità? Tutto viene prodotto sul territorio iberico e nulla viene prodotto in China.

Tablet, Smartphone, schede per Maker, tutto viene progettato da zero in Spagna.

Nel catalogo dell’azienda sono presenti kit per la costruzione di robot basati su schede compatibili con Arduino, fra i prossimi kit rilasciati ci sarà Zowi, un robot open source su piattaforma Arduino che può essere usato come base di partenza per imparare sia i fondamenti di elettronica sia la programmazione.

BQ ha realizzato un sistema a blocchi: nessuna riga di codice ma mattoncini da impilare nel browser per generare il programma finale.

Zowi sarà basato su una board compatibile Arduino, una una serie di sensori, di led, di pulsanti e di motori che potranno essere controllati da uno smartphone o da un programma caricato in memoria. Tutti i pezzi saranno intercambiabili, e tramite i progetti online sarà possibile anche stampare nuove teste.

Zowi  verrà messo in commercio a 99 euro inizialmente solo in Spagna e Portogallo: la localizzazione della piattaforma di sviluppo visuale in italiano richiede qualche mese.

CryptoClub… crittografia a misura di bambino

Interessante iniziativa della NSF (National Science Foundation) attraverso la quale gli studenti americani in età di scuola superiore, si cimenteranno in analisi crittografiche durante le loro lezioni di matematica applicata.
Vista la complessità dell’argomento l’insegnamento avverrà utilizzando il gioco (“nulla per gioco ma tutto attraverso il gioco, diceva Baden Powell). Alcune attività coinvolgeranno i ragazzi in una caccia al tesoro con messaggi cifrati o in una staffetta in cui competeranno per raccogliere o decifrare parti di un messaggio segreto.
Su http://www.cryptoclub.org sono presenti una serie di giochi e di sussidi per gli insegnanti che volessero lanciarsi in questa sfida con i propri ragazzi.