Non è questo il blog corretto per parlare dell’attentato di Boston, di parole se ne sono già “sprecate” troppe. Quelle di condanna, però, non saranno mai a sufficienza.

Ma la mia riflessione, invece, è sull’uso della rete: anche in questo caso il dualismo delle persone esce e si fa sentire prepotentemente. Da una parte i post di informazione, quelli che vogliono informare chi, come me, magari da un tweet, si accorgono che è successo “qualcosa di grosso a Boston”. Dall’altro chi, come uno sciacallo della rete, usa fatti come questi solo per diffondere immagini di corpi straziati, malware o per farsi pubblicità.

E ancora una volta ti accorgi di come internet non sia null’altro che lo specchio della vita di tutti i giorni in cui buoni e cattivi sono li a sfruttare gli avvenimenti del mondo, amplificati e accelerati da internet, per i loro interessi.

Francamente penso che adesso sia il momento di spegnere i riflettori e aspettare che i servizi americani trovino il colpevole.

 

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