Chi è un po’ di tempo che segue questo hobby, ha sentito sicuramente parlare di quella norma, tutta italiana, che impone di pagare l’imposta di occupazione di suolo pubblico, se si fotografa utilizzando un cavalletto 🙁
Ma a complicare la vita del povero fotografo ci si mette anche una false ricerca di sicurezza, della quale siamo tutti alla ricerca dopo l’11 settembre.

anti_terrorist_tn.gif L’isteria generata da quel momento, ci porta spesso ad assumere atteggiamenti che sono realmente ridicoli, come quello di pensare che chi si mette a fotografare un posto sia, un terrorista.
Prendo lo spunto da questo articolo di Bruce Schneier, gota della sicurezza informatica (ricordiamoci che sono “un informatico che si crede un fotografo” 🙂 ) per scrivere quanto stupido sia questo atteggiamento nei confronti dei fotografi, forte anche delle idee dello Schneier.
E’ assolutamente chiaro che i terroristi vogliono essere oggetto di attenzione:

  • Proprio per attirare sguardi utilizzano sempre macchine ed obiettivi voluminosi, anziché microcamere integrate in occhiali o bottoni, come si possono ormai trovare ovunque a prezzi ridicoli.
  • Si concentrano sempre su soggetti che almeno un altro centinaio di persone stanno fotografando in quel momento.
  • Passano un sacco di tempo a capire come far venire al meglio la foto . Perché se la luce non è abbastanza artistica il Terrorista Capo li striglierà a dovere e li costringerà a rifare la foto.
  • I terroristi vogliono attenzione, e quindi si portano sempre dietro treppiedi, monopiedi e zaini pieni di metallo e vetro che li aiuta a diffondere il loro messaggio di terrore.

Non ho idea di come si possa fermare il terrorismo, ma sicuramente un terrorista ben difficilmente si nasconderà sotto le spoglie di un fotografo!!

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