Quando si parla di foto ritocco, facilmente, si pensa a Photoshop.
L’uso del famoso programma di Adobe è, spesso, ostacolato da due cose: il costo della licenza e il fatto che funzioni solo sotto Windows o Mac OS X…..

Per fortuna, ancora una volta, in nostro aiuto arriva il software open source…. e l’aiuto si chiama Gimp!

Partiamo dal nome, che, come per tutti i software opensource, ha un significato tutto particolare ovvero Gnu Image Manipulation Program.
Spesso si sente parlare di Photoshop come del Principe del fotoritocco ma GIMP merita, senza alcun dubbio, un titolo nobiliare.
Aggiungiamo, anche, che GIMP non è utile solo per il fotoritocco ma anche per l’uso nel campo della Computer Grafica 2D, esattamente come Photoshop fino alla versione CS2 (visto che CS3 extended si è spinto più in la andando anche nel campo della Grafica 3D).

Sono sempre più convinto che il mito del “Photoshop è inarrivabile” sia assolutamente da sfatare: GIMP è, al contrario, molto ma molto vicino ad eguagliarlo. Gran parte del divario, che separa GIMP da Photoshop, non è dovuto tanto alle macanze di GIMP quanto, piuttosto, alla nostra ignoranza.
Molto spesso ci avviciniamo a questo programma con l’idea di trovare un Clone di Photoshop. Ma non dobbiamo dimenticare che gli Strumenti, i Filtri e altre Funzioni, disponibili in GIMP, spesso sono nominati in modo differente dal loro corrispondente in Photoshop, e non si trovano nella stessa posizione dell’interfaccia grafica o dei menù. Oltretutto spesso gli strumenti non funzionano esattamente allo stesso modo.
Per ammissione del gruppo di sviluppo di GIMP, il programma, non vuole essere in alcun modo un clone del programma di casa Adobe.

La versione 2.4 del software, recentemente rilasciata, ha fatto passi da gigante e merita di essere provata. Gimp funziona praticamente su qualsiasi sistema operativo: Linux (e tutti gli altri dialetti di Unix), Mac OS X e Windows. L’installazione per Windows dell’ultima versione è stata semplificata al massimo e per installarlo basta usare un solo eseguibile che si occupa di rendere disponibili tutte le librerie necessarie per l’esecuzione del software.

Ma torniamo un attimo alla sensazione che si ha la prima volta che si accedere al programma: effettivamente ci si sente abbastanza spiazzati, in particolar modo se siete abituati ad usare Photoshop da molto tempo.

Anche se molti filtri hanno nomi molto simili a quelli già presenti in Photoshop, in GIMP vanno configurati in modo differente, per ottenere il medesimo effetto. che si sarebbe ottenuto con il programma di Adobe. Da qui deriva il fatto che alcune procedure usate per Photoshop devono essere riadattate e leggermente modificate per essere usate per GIMP.

E’ evidente, quindi, che le prime volte che useremo GIMP, saremo molto più lenti nel produrre gli effetti desiderati. Perché annulleremo più spesso le operazioni eseguite, poiché non avranno dato il risultato desiderato.
Insomma faremo molti tentativi fallimentari, esattamente come facevamo quando abbiamo provato ad usare Photoshop per la prima volta.

Un buon metodo per evitare rallentamenti nel processo di lavoro è tenere aperto il manuale di GIMP in modo da verificare l’esatto funzionamento degli strumenti. Inoltre è consigliabile seguire alcuni tutorial, facilmente reperibili online con una ricerca su Google, prima di immergersi nei nostri progetti.

La documentazione è ben fatta ed aggiornate e disponibile anche in Italiano. La comunità dei documentatori e dei traduttori, infatti, è molto attiva.
A parte queste normalissime avverstità, che si incontrano facilmente quando si inizia ad usare un programma complicato, GIMP ormai è un prodotto maturo, forse solo un po’ indietro rispetto al’evoluzione di Photoshop CS3 extended, ma penso sia assolutamente in linea con il CS2.

Un vantaggio che GIMP ha su Photoshop, e la possibilità di reperire su internet plugin open source liberamente utilizzabili

Unico neo è la qualità del prodotto su piattaforme Windows e Macintosh.
Nel primo caso l’uso richiede l’installazione delle GTK per Windows che, solo utlimamente, sono stabili.
Per quel che riguarda, invece, la piattaforma, Mac OS X c’è il problema che tutte le applicazioni basate su GTK+ girano sotto X11 per Mac. Comunque gestito da Aqua, in modo assolutamente trasparente all’utente ma deve essere installato separatamente. Gli utenti del sistema operativo della mela, devono avere un po’ di pazienza, è in corso un porting di GTK+ nativo per Aqua/Cocoa, che consentirà di far girare applicazioni GTK+ su Mac senza più bisogno di X11.

In conclusione, quello che dobbiamo metterci in testa, secondo me, è che l’interfaccia utente offerta da Photoshop non è uno standard. E, così come abbiamo imparato ad usare la UI di Photoshop, possiamo imparare ad usare quella di GIMP, se intendiamo farlo entrare nel nostro ciclo di produzione.

Penso valga proprio la pena di provarci.

Link | http://www.gimp.org

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