Riprendo questa notizia di Punto Informatico per fare qualche commento, lo faccio in italiano visto che il caso è tutto italiano.

Buongionro, mi presento, sono Corrado Ignoti (lo avete intuito dal mio blog), mi occupo di internet dal lontanto 1995 quando, alla fine di una lezione universitaria, un addetto dei laboratori mi fece navigare per la prima volta. Da allora è passato tanto tempo, mi sono specializzato in sicurezza informatica ed ultimamente la privacy mi da il pane.

In Italia esiste una legge che per tanti versi ha reso la vita delle persone un po’ più complicata, ma ha permesso a tanti altri di capire che i dati non sono cose scritte su un pezzo di carta, ma sono un bene prezioso da tutelare con tutti gli strumenti necessari per farlo. Spesso una legge può apparire assurda o spropositata rispetto alla realtà delle cose, ma penso che non sia il caso della famigerata e famosa legge sulla privacy.

In Italia è stata scelta una via dura, chi non tutela privacy paga e paga in modo abbastanza forte.

Poi arriva il nostro “essere animali intelligenti” quella cosa per la quale noi parliamo e, nella normalità, non siamo chiusi in gabbia a farci tirare noccioline e a farci fotografare dai visitatori di uno zoo.

Poi arriva che a sbagliare sia stato un ragazzino di 16 anni, il suo blog era a metà fra un gioco ed un’avventura. Penso che a 16 anni ci si possa permettere di sbagliare e penso che noi, gli adulti, quelli che devono insegnare, dovremmo aiutare le giovani generazione ad imparare dai propri sbagli.

Dove finisce la legge, inizia l’intelligenza del giudice che dovrà emettere la sentenza. Dove finisce la legge, inizia l’intelligenza dei genitori della ragazza che è parte offesa nella causa e che potrebbero ritirare la denuncia.

Cosa imparerà Patryk da questa storia? Che quando una sbaglia, paga e paga forte. Che nella vita non puoi permetterti di sbagliare o arriva il cattivo di turno e ti fa male e che se sbagli è meglio che non si sappia troppo in giro, meglio farla franca e non pagare… perché se ti scoprono paghi anche per quelli che non l’hanno fatto.

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