4 anni fa ho installato la mia prima macchina desktop con FreeBSD.
Passare da Linux a questo altro dialetto di Unix fu abbastanza traumatico, molte delle comodità alle quali ero abituato usando Linux sotto FreeBSD non si potevano usare. Scarsa la documentazione e l’attegiamento degli utenti che usavano il prodotto era totalmente diverso rispetto a quello dell’utente Linux esperto.
Ricordo che una delle frasi ricorrenti della documentazione era: “questa cosa non la puoi fare: FreeBSD è stato creato con l’idea di essere sicuro e questa cosa lo renderebbe meno sicuro. FreeBSD non è un sistema operativo adatto a tutti! Non siamo come gli utenti di Linux che pretendono che Linux risolva ogni problema.”
Questa frase mi ha fatto un attimo arrabbiare tanto che dopo un po’ di tempo ho cancellato FreeBSD in favore di una fantastica Debian.
Per una serie di circostanze ho reinstallato FreeBSD prima su un server, come al solito la cosa è stata impeccabile: tutto ha funzionato al primo colpo. Ma poi lo installato anche su un desktop.
L’installazione sul desktop mi ha lasciato di stucco: ho trovato tutto quello che mi serviva e l’ho installato senza problemi.
Installare FreeBSD non è esattamente come installare Ubuntu, ma la comunità del diavoletto ha pensato anche a soddisfare l’utente meno esperto (che in passato veniva censito come quello che non si meritava di usare FreeBSD), creando distribuzioni ad-hoc quali DesktopBSD e PC-BSD.
Forse che l’atteggiamento del pinguino, che vuole presente ovunque, sia migliore di quello del diavoletto che vuole essere un sistema operativo per una cerchia di esperti?

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