Ho trovato questa notizia interessante su www.sicurezzainformatica.it
Da un po’ di tempo a questa parte sta iniziando ad affermarsi un curioso trend per quanto riguarda la scoperta e la diffusione di nuove vulnerabilità: alcuni ricercatori indipendenti vogliono farsi pagare.
La conclusione di Sambucci è la seguente: “Resta il mio dubbio: si tratta di casi isolati, o siamo forse arrivati a un giro di boa nel mondo degli advisory-for-free?”.
Se così fosse saremmo davanti ad una svolta importante e che probabilmente cambierebbe nuovamente le carte in tavola nella gestione della sicurezza.
Ancora una volta la logica del profitto prevarrebbe su quella della condivisione che ha animato la nascita di internet.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *